Making of.... Shoes&Thong Project
Questo lavoro è nato come provocazione e sperimentazione di alcune tecniche di composizione e di illuminazione che ho appreso da quando vivo a Firenze. Il suo titolo originale è "Non solo Architettura, design e Pupazzetti... diamo sfogo all'erotico senza volgarità..." ho cercato di confrontarmi con qualcosa di diverso dal solito cercando di realizzare un'immagine che avesse un suo fascino non solo per i modelli, ma che susscitasse delle emozioni più profonde. Immagine apparentemente banale per via dei tacchi a spillo e del tanga, ma che nel suo insieme racchiude anche esperienze/omaggi passate come ad esempio la scelta del suicidio, i dilemmi della vita odierna, alcuni miei skecth oppure l'omaggio anche ad Boudelaire (autore che adoro). Per la realizzazione delle scarpe mi sono rifatto completamente a delle immagini trovate nel WEB per le proporzioni e poi ho inventato qualcosa di diverso cercando di renderle affascinanti, essendo uomo non ho grande esperienza nel settore, mentre per il tanga ho cercato dei riferimenti reali tramite cataloghi di intimo e vecchi ricordi, ho disegnato completamente da zero la texture in Adobe Photoshop aiutandomi con dei pennelli che ho scaricato gratuitamente da siti specializzati. La cosa più difficile è stata la scelta del colore, non volevo il classico indumento nero o bianco, credo che siano più interessanti ed erotici altre colorazioni, inizialmente ero partito con una colorazione verde chiaro, poi sono passato ad una combinazione di nero per il pizzo e viola per il resto (grazie anche ai consigli di alcune amiche).



L'illuminazione è stata realizzata usufruendo di quattro punti luce principali e uno secondario, cercando anche in questo caso di simulare un'illuminazione reale delle 5:00 a.m. per fare questo mi sono anche aggiornato sulla conversione dei colori in RGB dei gradi Kelvin per poter così usufruire al massimo della luce reale del mattino e di quella generata da un'ipotetica lampadina accesa in un'altra stanza. La terza luce è una luce sottrativa per dare il senso di penombra, mentre la quarta è il vetro della portafinestra il quale non è solo un classico vetro, ma anche un materiale auto-illuminato sempre con la stessa intensità e colorazione del MrAreaSpot e dello SkyLight che simulano il cielo. Il render finale è senza Global Illumination, ma con il Final Gather e il Mr Photography Exposure Control. Per un maggior controllo e un'ottima resa ho estratto anche alcuni canali come: Diffuse, Lighting, Specular, Shadows, Alpha, Z depth, Reflection e l'Ambient Occlusion. Di essi solo il Diffuse non è stato utilizzato in fase di post-produzione effettuata con Autodesk Combustion.


Il video è stato realizzato con Adobe After Effects per mostrarne lo sviluppo e per un futuro show-reel. Mi scuso se la qualità per il web non è ottimale.
Dedico questo lavoro principalmente a due persone che mi hanno sconvolto la vita in quest'ultimo mese e che forse hanno visto un Matteo diverso da quello che si vede professionalmente facendomi riflettere su alcune piccole cose e facendomi capire che la vita non è solo il tempo che passiamo davanti alle nostre postazioni di lavoro nel cercare di migliorarci, ma è fatta anche di piccole cose. A Marina e Paola, grazie.


MATTEO MIGLIORINI - EDUCATIONAL |